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ValleVegan, la Valle degli animali liberi

Ci sono luoghi dove la violenza viene considerata un diritto, dove la tortura è la quotidiana manifestazione dell’umana “sopravvivenza”, dove il buio nasconde il sangue e le grida di dolore si avviluppano alla nebbia. Ogni tanto questa nebbia svanisce e mostra i visi coraggiosi di chi difende la vita.
Esseri senzienti condannati perché “inferiori”, senza diritti né giustizia, animali senza voce, allevati, torturati ed uccisi; luoghi dove la vita viene considerata profitto e dove milioni di esseri ogni giorno subiscono la condanna ed il martirio per poi finire sul banco frigo di un negozio o di un supermercato.
Confezioni senza passato, impersonali vaschette di cibo per umani.
Ci sono luoghi poi dove l’amore cancella il buio, rischiara il dolore e solleva qualche anima da quel destino disgraziato senza speranza. Sono luoghi speciali, dove vivono animali umani e non, dove i diritti sono il fondamento ed il motore di giornate all’insegna del rispetto.
Voglio raccontare la storia di un luogo speciale che nel 2006 nacque come Fondazione dedicata agli animali di ogni specie e dove anime dimenticate sono ospitate ed accudite. ValleVegan è la valle degli animali, l’A-fattoria per eccellenza, là dove non si alleva per profitto, non si sfrutta, bensì si accoglie e si cura ogni individuo, umano e non, in un ambiente immerso in una decina di ettari di bosco a pochi chilometri da Roma.
E’ una fondazione senza scopo di lucro, nata con l’obiettivo di promuovere la non violenza attraverso uno stile di vita vegan, eliminando derivati animali dalla propria dieta e non solo. L’antispecismo è alla base di ogni iniziativa, il rifiuto nei confronti della discriminazione che pone l’uomo al di sopra di tutte le specie.   Dove  la sincronia con ogni forma vivente fa sì che ogni individuo, senziente e non, abbia gli stessi diritti.
Essere  vegan vuol dire non nutrirsi di sfruttamento, non alimentare le industrie della carne e dell’abbigliamento, eliminando tutto ciò che produce schiavitù, non solo animale, perché  è soltanto attraverso l’etica di azioni coerenti che ci si può liberare dalla crudeltà che la società antropocentrica impone.
Le montagne intorno fanno da cornice ad un luogo protetto che emana sicurezza. ValleVegan è l’oasi degli animali liberi e Piero Liberati ne è il fondatore. Colui che tra mille difficoltà ed attacchi ingiustificati riesce, da oltre 6 anni, a realizzare ogni giorno un sogno: restituire libertà e dignità ad ogni essere condannato da una cultura della violenza e della sopraffazione. Una scelta coraggiosa decidere di dedicare la propria vita alla salvezza di altri esseri.
In passato, in questa oasi si sono affacciate anche persone arroganti (fortunatamente poche) con intenzioni malcelate di prevaricazione ed opportunismo; umani che senza vergogna hanno cercato di distruggere quel luogo di pace, mirando con determinazione e intenti personali ad accaparrare il più possibile, come se ValleVegan fosse un pozzo senza fondo. Alla fine la Valle ha visto umani disgraziati allontanarsi con le mani piene ed il cuore vuoto, umani che hanno cercato con tutti i mezzi di demolire la bellezza e l’impegno.
Ciononostante la bellezza e l’impegno di ValleVegan sopravvivono con forza  e l’attività primaria è volta al benessere degli animali, lontano dalle beghe umane, dai piccoli e meschini bisogni e dalle inutili chiacchiere.
Le giornate si svolgono ritmicamente  e con semplicità: si controllano i recinti, si dà da mangiare agli animali, si somministrano le necessarie medicine. Piero si occupa di oltre cento animali, insieme ad altri attivisti; animali provenienti da situazioni spesso tragiche: laboratori di vivisezione, allevamenti intensivi, abbandoni.
L’autoproduzione e l’attivismo sono al centro dell’attività di ValleVegan. La casa è un grande rustico intorno al quale gravitano animali di ogni specie che convivono pacificamente. Le colline ospitano oche,  capre e pecore che pascolano libere; i recinti servono esclusivamente per proteggere gli animali da pericoli esterni, non certo per ingabbiarli. Durante la stagione  venatoria, per esempio, i maiali devono necessariamente essere tutelati dalle doppiette dei cacciatori che facilmente li scambierebbero per cinghiali. Molti gli individui di passaggio: animali che attraversano il bosco e si ritrovano ospiti per un giorno o poco più.
ValleVegan è un’isola dove le maree si sono susseguite, a volte con violenza come l’ episodio meteorologico del  febbraio 2012,  che ha isolato gli abitanti per oltre 20  giorni; la neve inaspettata ha creato non pochi disagi costringendo Piero ed altri attivisti a provvedere ai fabbisogni urgenti, quali il cibo per gli animali, incamminandosi per chilometri nell’attesa che “qualcuno” si accorgesse dell’emergenza. Ciò è accaduto finalmente quando ben due elicotteri, dopo telefonate, mail e richieste insistenti di aiuto, si sono messi in moto per rifornire la valle di cibo.  Ci sono poi episodi di condivisione ed esperienza; molte persone da tutte le parti del mondo spesso viaggiando si fermano, aiutano, collaborano alla crescita della Fondazione. Come il sorprendente amico inglese  che in bicicletta gira il vecchio Continente e fermandosi nella Valle degli animali ha regalato la sua esperienza di amico delle foreste, costruendo una meravigliosa casa sull’albero, senza chiodi, solo corde intrecciate per non affaticare l’essere  dal tronco forte.
ValleVegan si sostenta con attività reali, con l’aiuto delle persone che ci abitano e che si impegnano a costruire concretamente ogni giorno un percorso.  Non  ci sono obiettivi da raggiungere, c’è una strada da percorrere. In questa quotidianità cadenzata, si intrecciano altre attività, quali i campi antibracconaggio, la divulgazione dello stile di vita vegan, con eventi di carattere informativo. I campi antibracconaggio vengono organizzati all’interno delle attività della valle, quattro mesi l’anno anche in collaborazione con il Cabs, committee against bird slaughter http://www.komitee.de/it/start : Cipro Malta, Ponza, Ischia, Giglio, Sardegna, il bresciano, Francia, Germania e Spagna.
Importante è trasmettere il rispetto come forma di resistenza alla crudeltà, come alternativa, come impegno che possa rischiarare ogni azione, eliminando ogni tipo di sfruttamento e sofferenza.
Gli animali sono ospiti e compagni di vita. Ognuno di loro ha un nome ed una storia: Bastian il maiale nato nel 2006 e salvato come tanti altri dal triste destino degli allevamenti; un individuo che  convive con tutti, a volte non rendendosi conto dei suoi 300 chili di peso, regalando sorrisi a Piero quando ha un po’ di pane da elargirgli. A volte va nel bosco di cerri e lecci per cercare da sé il cibo  e torna con qualche visitatore selvatico. Poi c’è Carletto,  dobermann “imperfetto”.  Proviene  da un allevamento ed è alla soglia dei 10 anni,  come tanti altri cani della valle combatte ogni giorno contro la Leishmaniosi. Gli allevamenti ed i laboratori sono più frequentemente il luogo di provenienza degli animali che fortunatamente scampano alla morte. Storie straordinarie che arricchiscono il luogo di vita ed emozioni.
Storie  che fanno parte della memoria di tutti gli amici che negli anni sono passati dalla valle per aiutare e sostenere le sue attività. Molti amici fanno ormai parte della famiglia, e con forza hanno sempre partecipato all’evoluzione dell’ A-fattoria. Un cammino che prosegue in nome dei diritti di tutti gli individui del pianeta.
ValleVegan è situata tra Bellegra e Rocca Santo Stefano, località Maranese, a circa 45 km da Roma.  Per chiunque  volesse approfondire la conoscenza del vivere vegan in virtù dell’antispecismo e della liberazione animale può visitare il sito http://www.vallevegan.org. dove si possono trovare contatti, informazioni, siti ed eventi. L’aiuto migliore è quello di recarsi sul posto e partecipare attivamente alla vita ed alla costruzione quotidiana della valle.

Altrimenti si può partecipare anche con piccole donazioni utilizzando il seguente Iban: IT29 J076 0103 2000 00065515 983. Ogni donazione permette di costruire e soprattutto realizzare attività reali.  I campi  antibracconaggio per esempio sono resi possibili dall’aiuto concreto dei volontari che vi partecipano e dalle donazioni degli amici che sostengono nel quotidiano questa oasi.