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Qui di seguito pubblico un documento risalente al 2004 nel quale si spiegano i motivi per cui la galleria Bussoleno-Torino provocherà gravissimi danni sia d’impatto ambientale, sia dal punto di vista della salute; per scelta il documento si è deciso di pubblicarlo integralmente, i perché del no sono sempre più chiari ma sempre meno divulgati, per decidere bisogna essere informati e dopo le recenti vicende è chiaro che i media vogliano tenere segrete le vere cause del dissentire generale.

S.C. a Direzione Universitaria1 Medicina Interna I Responsabile: Prof. Alberto Angeli Segreteria: 10 B (Reparto) 011 9026.330 Centralino: 011 9026.1 Orbassano, 7 gennaio 2004

Brevi valutazioni mediche di impatto ambientale relative allo studio commissionato da R.F.I. per progettazione Italferr.
Da detto studio si conferma la presenza di amianto in varietà e forme diverse nell’ammasso roccioso presente lungo il percorso progettato per il potenziamento della linea ferroviaria Bussoleno-Torino nell’ambito del cosiddetto “treno ad altacapacità-velocità”, parte del cosiddetto “corridoio 5”.
Per la realizzazione delle gallerie previste per oltre 23 chilometri, il volume dei materiali contenenti amianto da scavare prima, movimentare poi e infine stoccare è stato stimato in oltre un milione di metri cubi (1.151.000 ), volumi peraltro passibili di aumenti anche significativi.
La possibilità che si verifichino condizioni di rischio sanitario è assolutamente rilevante per quanto riguarda le attività di scavo e di movimento terra; ciò con tutti iproblemi di tutela della salute dei lavoratori addetti a tali compiti.

Analoghe preoccupazioni riguardano però anche le popolazioni della bassa Val di Susa, a causa della dispersione di fibre di amianto nell’aria, nei terreni e nelle acque del territorio.
In particolare vivissime perplessità sono legate allo stoccaggio di 500.000 metri cubi di materiale di risulta degli scavi nelle rocce amiantifere, nella area individuata sul territorio di Almese presso la confluenza dei torrenti Messa e Morsino, affluenti di sinistra della Dora Riparia.
Non risulta prevista la realizzazione di opere idonee a evitare l’infiltrazione delle falde acquifere sotterranee, dei torrenti succitati, ora utilizzati per il sistema delle acque potabili, e anche a scopo irriguo a valle di detta area di stoccaggio; inoltre la dispersione nell’aria sarà massiva con un deposito dei materiali a cielo aperto, similmente alla cava di Balangero. Con il rischio aggiuntivo che la dispersione aerea delle fibre di amianto sarà facilitata dai venti che comportano importanti spostamenti di masse d’aria in tutta la Val di Susa.

1 Servizio Sanitario NazionaleRegione Piemonte Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassano Regione Gonzole, 10 – 10043 Orbassano (TO) S.C. a Direzione Universitaria1 Medicina Interna I Responsabile: Prof. Alberto Angel iSegreteria: 10 B (Reparto) 011 9026.330 Centralino: 011 9026.1

Il combinato disposto di tutte queste situazioni comporterà gravi rischi sanitari per la popolazione e corrispondenti gravi “carichi” legali per i responsabili di tale inquinamento.
Si ricorda che l’esposizione all’amianto, anche non legato ad attività lavorativa, correla con gravi patologie, tra cui il Mesotelioma malattia tumorale maligna a prognosi infausta in tempi assai brevi: dal momento della diagnosi di mesotelioma al decesso del paziente il tempo che intercorre è di 275 giorni (dato statistico sec.European Journal of Cancer febbraio2003), quali che siano le terapie instaurate. Si espone quanto sopra come contributo alla conoscenza del problema di impatto ambientale legato alle opere in fase di progettazione e al relativo rischio amianto.
In fede
Dott. Edoardo Gays Specialista Oncologo Dirigente Medico Struttura Complessa a Direzione Universitaria Medicina Interna I Azienda Ospedaliera S. Luigi Orbassano